Quali sono i passaggi burocratici per installare un sistema di accumulo per fotovoltaici?

Oggi sistemi di accumulo sul fotovoltaico (SdA) si stanno diffondendo molto anche in Italia, perché i prezzi delle batterie stanno scendendo di molto e perché si sta aprendo un nuovo mercato per lo scambio locale di energia rinnovabile, ma per installarle bisogna seguire alcuni passaggi burocratici.

Conto energia. Le batterie per accumulo su un impianto FV. Prendiamo ad esempio il fotovoltaico con ubicazione residenziale e commerciale, che è collegato alla rete con una tensione bassa o media e ottiene gli incentivi in conto energia.
In queste condizioni per inserire un SdA ci dobbiamo comportare come se stessimo facendo un impianto fotovoltaico nuovo. In questo modo il proprietario del sistema FV che già esiste chiede un adeguamento della connessione a chi gli distribuisce l’energia. Per fare questo deve allegare le certificazioni richieste. L’utente, in sintesi, deve rendere noto che le modifiche strutturali apportate all’impianto aderiscano alle norme di connessione CEI 0-21 e CEI 0-16.

Queste sono norme che definiscono in che modo collegare un sistema di accumulo con differenti possibili opzioni. Installato l’accumulo secondo le norme CEI, il proprietario può mantenere l’incentivo dispensato dal GSE, salvo nel caso degli impianti fotovoltaici che raggiungono e non superano i 20 kWp del primo conto energia. Per quello che riguarda le configurazioni complesse e miste bisogna, invece, fare richiesta di un preventivo per l’intervento. Il sistema di accumulo si può collegare in corrente continua condividendo così il medesimo convertitore/inverter usato dai pannelli per il fotovoltaico.

Sistema FV connesso alla rete ma non in conto energia. Volendo invece installare un sistema di accumulo su un impianto fotovoltaico, sia nuovo che esistente, ma che non gode degli incentivi in conto energia, come bisogna procedere?

Una situazione simile non richiede un contatore M2 né che si misuri l’energia prodotta dalla batteria e inviata alla rete. Rimane però l’obbligo di aderire alle norme tecniche CEI.

L’utente si relaziona solo con il distributore di energia e con Terna, poiché il GSE è stato omesso dal passaggio in quanto mancano gli incentivi.
Esiste anche il raro caso che coinvolge gli impianti fotovoltaici connessi in alta tensione che non prevedono alcuna prescrizione per l’aggiunta di un SdA.
In una condizione simile il proprietario dell’impianto deve stilare una connessione tecnica con il gestore di rete per chiarire in che modo si può collegare l’accumulatore rispettando le norme stabilite del codice di rete.

L’opzione del sistema off-grid. L’ultima proposta da tenere in considerazione è quella di costruire un sistema fotovoltaico con accumulo integrato off-grid, a isola, che non sia collegato alle linee di distribuzione.

In questo caso sconfiniamo dalle norme CEI di connessione e conseguentemente ci si deve affidare alle norme e alle certificazioni della batteria stessa e alla preparazione del tecnico che la installerà. In questa fase è necessaria la dichiarazione di conformità che il costruttore del prodotto rilascia su tutti i componenti dell’impianto.