L’accumulo sul fotovoltaico esistente: cosa sapere

Per chi ha installato un impianto fotovoltaico è molto conveniente aggiungere le batterie per accumulo. Al risparmio già assicurato è possibile avere altri vantaggi come l’aumento di autoconsumo. Sappiamo che il fotovoltaico produce nelle ore diurne mentre la sera bisogna prelevare (e pagare) energia dalla rete elettrica nazionale. Un impianto fotovoltaico standard riesce a coprire il 35% del fabbisogno energetico di una famiglia. Aggiungere le batterie per accumulo permette di aumentare la quota di energia prodotta e utilizzata, definito autoconsumo, fino al 90%. Ma quali sono le cose da sapere prima di installare l’accumulo su un fotovoltaico esistente?

Per prima cosa chiariamo uno dei dubbi più frequenti: conviene di più l’autoconsumo o lo scambio sul posto? Sono due modi diversi di utilizzare l’energia elettrica in eccedenza, ovvero quella prodotta dall’impianto ma non consumata.

Lo Scambio sul Posto, come suggerisce il nome, è un sistema in cui avviene uno scambio tra il proprietario dell’impianto fotovoltaico e il GSE. Così come l’utente preleva l’elettricità quando il fotovoltaico non produce, così l’energia in eccedenza viene immessa nella rete elettrica nazionale. A fine anno il GSE riconosce un contributo economico per tutta l’energia immessa. L’autoconsumo, invece, permette di conservare l’energia in più nelle batterie e utilizzarla gratis nelle ore serali/notturne. È più conveniente rispetto allo Scambio sul Posto perché l’energia immessa viene pagata meno rispetto a quanto costa l’energia prelevata.

Se hai un impianto fotovoltaico in Conto Energia puoi integrare le batterie senza perdere gli incentivi? Sì, a esclusione degli impianti fino a 20 kW nel I Conto Energia. È necessario seguire la procedura disponibile sul sito del GSE per non rischiare di dire addio agli incentivi. Tra le azioni obbligatorie, c’è la comunicazione da inviare al GSE entro 60 giorni dalla data di fine lavori.

Un altro aspetto interessante e che rende ancora più conveniente l’accumulo sono le detrazioni fiscali. L’Agenzia delle Entrate ha confermato che le batterie sono un prodotto funzionale al fotovoltaico e quindi usufruiscono della detrazione al 50%. In 10 anni è possibile recuperare la metà di quanto speso per il materiali e i servizi, come l’installazione. In questo modo il rientro dall’investimento economico sarà più veloce. Richiedere le detrazioni fiscali per il fotovoltaico è facile: basta effettuare il pagamento tramite apposito bonifico sepa e registrare la spesa durante la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Infine, come capire qual è la miglior batteria per un impianto fotovoltaico esistente? La scelta dovrà essere affidata ad un tecnico che, attraverso un’analisi energetica, troverà il modello più adatto.  

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